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La
soppressata di maiale nero conquista premi e palati d'Italia |
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soppressata del maiale nero dei Monti Dauni conquista la giuria popolare
e la gran giuria alla "Disfida nazionale del salame
contadino". Il 17
aprile, presso il Conventino di Gonzaga
a Mantova; nell'ambito della
“Disfida Nazionale del Salame Contadino" la soppressata di
maiale nero dei Monti Dauni, si è classificata prima per il Sud Italia
risultando infine seconda assoluta a
livello nazionale. La presentazione
del salame è proposta da Vincenzo Mazzei quale responsabile del
Compendio della Consolazione (Sede Secondaria del ConSDABI – National
Focal Point Italiano della FAO per la salvaguardia della Biodeversità
animale) e referente di Slow Food nei Monti Dauni che ha segnalato la
soppressata di maiale nero del Salumificio Moreno di Faeto quale
prodotto per rappresentare la Puglia al
concorso in oggetto. Tutto parte da un progetto per il recupero
del maiale nero, avviato già da tempo dalla Comunità Montana dei Monti
Dauni, preseduta dal senatore di Forza Italia Carmelo Morra. Un
risultato importante che vede le nostre tipicità apprezzate in tutto il
mondo ma non sempre lanciate, dal punto di vista commerciale, in modo
opportuno e nei canali giusti. Moreno è un produttore che oltre alla
professionalità, nella produzione trasferisce passione per un’arte
antica secoli e tramandata di padre in figlio. I nostri prodotti come
vediamo dai risultati non sono secondi a nessuno, il lardo di Colonnata,
il culatello, il cacciatorino, non possono competere con le nostre
soppressate o salsicce di carne di maiale nero. Ormai tutto è moda e
dove c’è la tendenza c’è il business, quindi partendo da questo
dato bisognerebbe promuovere una campagna di valorizzazione delle nostre
tipicità. Qualcosa già sta facendo egregiamente Slow Food e altre
organizzazioni dal punto di vista istituzionale è la Comunità Montana
che da anni sta lavorando per lanciare le tipicità ma spesso sono anche
i produttori a frenare la corsa dell’ente montano. Questo
fortunatamente non è accaduto con Moreno, cha ha da subito compreso
l’importanza del palcoscenico su cui presentare la “soppressata”.
“Un prodotto – afferma Mazzei – tradizionale tipizzato non
significa staticità, ma dinamicità, nel senso di continua innovazione
del processo produttivo per migliorare continuamente la qualità totale
dello stesso. In tale contesto, il prodotto tradizionale tipizzato
assume un ruolo fondamentale per la sostenibilità salutistica e
sanitaria, sia per l’uomo sia per l’animale, nonché per il
territorio, con riflessi positivi anche sulla sostenibilità economica.
Il risultato rappresenta un momento fondamentale per la tutela
dell’identità territoriale.” |
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"La Grande Provincia" del 23 aprile 2004 |
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